Romania, Bulgaria e Turchia hanno deciso – durante il vertice NATO di Ankara – di ampliare il mandato della loro forza navale congiunta nel Mar Nero, aggiungendo missioni di sorveglianza e ricognizione finalizzate alla protezione delle infrastrutture sottomarine critiche.
I tre alleati hanno firmato un emendamento al memorandum d’intesa segnando il primo significativo ampliamento delle competenze del Black Sea Mine Countermeasures Task Group (MCM Black Sea TG) dalla sua istituzione nel 2024.
La decisione riflette la crescente preoccupazione per la vulnerabilità dei collegamenti energetici, dei cavi per le telecomunicazioni e di altre infrastrutture critiche situate sui fondali del Mar Nero, divenuto uno dei principali fronti della sicurezza marittima dopo l’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina.
“La protezione delle infrastrutture sottomarine critiche è oggi una delle sfide più importanti per la sicurezza marittima”, ha dichiarato il ministro della Difesa bulgaro Dimitar Stoyanov dopo la cerimonia di firma, alla presenza dei suoi omologhi romeno Radu Miruță e turco Yaşar Güler. “L’ampliamento dei compiti del Gruppo Navale per il Controminamento rappresenta una risposta tempestiva al mutato contesto di sicurezza e contribuirà a proteggere in modo più efficace i collegamenti energetici e di comunicazione strategicamente importanti nel Mar Nero”, ha aggiunto.
Dalla sua creazione nel 2024, il Black Sea Mine Countermeasures Task Group ha neutralizzato oltre 150 mine navali alla deriva lungo le principali rotte commerciali della regione. La Turchia ha effettuato la maggior parte delle operazioni di bonifica, confermando il proprio ruolo guida nell’iniziativa navale trilaterale.
La task force, istituita da Romania, Bulgaria e Turchia come primo formato di cooperazione per la sicurezza del Mar Nero tra i tre alleati NATO, è diventata uno strumento fondamentale per garantire la libertà di navigazione e rafforzare la sicurezza marittima nella regione.
Dallo sminamento alla protezione delle infrastrutture
L’iniziativa trilaterale è stata istituita nel gennaio 2024 come il primo formato di sicurezza nel Mar Nero creato esclusivamente dai tre membri della NATO che si affacciano sulla parte occidentale del bacino.
Il mandato originario era incentrato sulla tutela della libertà di navigazione attraverso operazioni di ricerca e neutralizzazione delle mine, sorveglianza marittima, attività di ricerca e soccorso e contrasto alle minacce contro il traffico commerciale.
Secondo il ministero della Difesa romeno, dalla sua piena operatività, avviata il 1º luglio 2024, la task force ha completato dieci missioni operative. Il comando viene trasferito ogni sei mesi a rotazione tra Romania, Bulgaria e Turchia.
Le autorità romene hanno definito la task force “una dimostrazione dell’interoperabilità tra i partner regionali” e un’iniziativa che contribuisce concretamente al rafforzamento della sicurezza nell’intero bacino del Mar Nero. “La protezione delle infrastrutture critiche nel Mar Nero richiede un approccio complesso, integrato e di lungo periodo”.
Le nuove competenze consentiranno alla forza navale di contribuire non solo alla sicurezza della navigazione, ma anche agli sforzi più ampi della NATO per monitorare e proteggere le infrastrutture sottomarine strategiche.
La Bulgaria rafforza le proprie capacità navali
L’ampliamento del mandato arriva mentre la Bulgaria punta a rafforzare il proprio contributo alla sicurezza marittima sul fianco orientale della NATO e si prepara ad assumere oggi, 9 luglio, il comando della task force multinazionale del Mar Nero, subentrando alla Turchia.
Ad Ankara, il ministro della Difesa bulgaro Stoyanov ha inoltre firmato un accordo separato con il ministro della Difesa belga Theo Francken e con la ministra della Difesa dei Paesi Bassi Dilan Yeşilgöz-Zegerius per l’acquisizione di sette cacciamine usati.
Le sette unità della classe Tripartite – quattro provenienti dal Belgio e tre dai Paesi Bassi – saranno trasferite gratuitamente e successivamente ammodernate in Bulgaria con un investimento di 42 milioni di euro.
“La sicurezza del Mar Nero ha un impatto significativo sulla sicurezza euro-atlantica e la Bulgaria si impegna a essere un alleato affidabile contribuendo agli sforzi di deterrenza e difesa collettiva della NATO”, ha dichiarato Stoyanov.
Le nuove navi rafforzeranno il ruolo della Bulgaria all’interno della task force del Mar Nero e incrementeranno le capacità navali dell’Alleanza in una regione che la NATO considera sempre più un elemento strategico del proprio dispositivo difensivo sul fianco orientale.
La Marina bulgara dispone già di tre cacciamine della classe Tripartite, acquistati in precedenza da Belgio e Paesi Bassi, maturando così una significativa esperienza operativa su questa piattaforma.
Sofia è inoltre in attesa della consegna, prevista entro la fine dell’anno, della seconda nuova nave pattuglia Smeli. La prima unità, Hrabri, è entrata in servizio alla fine dello scorso anno nell’ambito di un programma realizzato congiuntamente dal gruppo tedesco Lürssen e dal cantiere navale bulgaro Delfin.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

